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TORRE DEL GRECO : CITTA’ IN ARTE Distesa tra il Vesuvio e il mare, al centro del golfo di Napoli, Torre del Greco con i suoi 90.000 abitanti è la terza città della Campania dopo Napoli e Salerno. Le origini della città risalgono all’ epoca romana, quando, tra il II e il I sec. a.C, il suo territorio faceva parte del suburbio di Ercolano. Tutta l’area vesuviana ebbe un notevole sviluppo a partire dall’età augustea e divenne luogo privilegiato residenziale dell’aristocrazia romana come testimoniano i resti delle imponenti ville e splendide terme disseminate in tutto il territorio come Villa Sora. Poco lontano sorgevano le città di Ercolano, Pompei e Stabia distrutte dalla famosa eruzione del Vesuvio del 79 d. C Dopo un lungo periodo di oblio, dall’unione di due villaggi, sorse il casale “Turris Octava”, così chiamato forse perché era l’ottava torre o perché distava otto miglia da Napoli. Ma il profilo della città cominciò a delinearsi con gli Angioini che nel 1266 occuparono Napoli facendone la capitale del Regno. Ed è proprio sotto gli Angioini che la città cambiò il suo nome in Torre del Greco, come si evince da un diploma di Roberto d’Angiò del 1324. Poi vennero gli Aragonesi e successivamente tutta l’Italia meridionale passò sotto la dominazione spagnola. Fu allora, a partire dal 1532, che a seguito delle incursioni saracene sorsero lungo le coste le torri di avvistamento. A Torre del Greco sorsero così la Torre di Bassano, la Torre delle Mortelle e quella di Calastro. Nel frattempo, nel 1454, la città era divenuta feudo dei Carafa che la tennero fino al 1689. In questo periodo, precisamente nel 1631, ci fu un’altra disastrosa eruzione del Vesuvio che rase al suolo per due terzi la città. Nel 1699 i torresi si riscattarono dal dominio feudale e proprio in questo periodo intensificarono la pesca del corallo, già praticata dal 1500, con una flottiglia di 400 barche coralline. Attiva era anche la pesca delle spugne. Nel corso del Settecento, sotto i Borbone che diedero impulso a tutte le attività artigianali della Campania, iniziò anche la lavorazione del corallo e cammei che si affiancò all’attività della pesca. Nel 1794 un’altra eruzione del Vesuvio distrusse quasi completamente la città, ricostruita anche grazie all’opera del Parroco Vincenzo Romano, oggi Beato. Si salvò soltanto la parte alta del campanile della Basilica di Santa Croce, oggi affiancato alla nuova chiesa. L’attuale fisionomia della città è quindi successiva a quell’epoca. Nel 1861, quando il Vesuvio minacciò nuovamente la città, i torresi posero la statua dell’Immacolata Concezione sul fronte della lava che deviò il suo percorso, risparmiando la città. Da quell’anno i torresi fecero voto di portare in processione su un carro trionfale la statua della Madonna ogni 8 dicembre. Altra viva tradizione, risalente al secolo XVI, è la Festa dei Quattro Altari celebrata annualmente in occasione della solennità del Corpus Domini. Dal Settecento fino alla seconda metà del Novecento fu stazione climatica rinomata e vi sorsero ville e palazzi di grande valore artistico e storico (Villa Bruno,Villa Prota, Villa del Cardinale, Villa delle Ginestre, Palazzo Vallelonga, Villa Macrina ) . Qui soggiornarono tra gli altri Francesco Caracciolo, eroe della Repubblica Partenopea, e il poeta Giacomo Leopardi che nella Villa delle Ginestre, di proprietà dell’amico Ranieri, compose alcune delle sue liriche più famose. Risiedette qui anche Enrico de Nicola, primo Presidente della Repubblica Italiana, Ruggiero Borghi (uomo politico), Nicola Zingarelli (musicista), Michele Pironti (patriota). Oggi la città è conosciuta quale capitale mondiale del corallo. Attraverso le sue aziende, che sviluppano un fatturato di circa 300 milioni di euro, viene trattato il 90% del corallo pescato nel mondo. La città è anche sede di scuole d’arte del corallo e di arte orafa. Oltre che al corallo la fama della città è legata alla sua floricoltura in serre. Storicamente dedita alla marineria, la città è sede di importanti società di navigazione che annoverano le flotte mercantili, per tonnellaggio e specializzazione nel trasporto, tra le più importanti d’Europa. Dai primi decenni del Novecento si è incrementata la produzione artigianale di pastori e presepi d’arte, così quella che era originariamente una tradizione familiare si è trasformata in un’attività di grande valore artistico. Maria D’Arconte |
